Il sistema integrato 0-6 ha compiuto nove anni. Ma a che punto siamo davvero nella sua attuazione? Nell’intervista promossa da SIPP con Antonia Lagonia, pedagogista e presidente del Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia, si fa il punto tra normative, opportunità, risorse e criticità. Un confronto lucido e necessario per comprendere cosa sta funzionando, dove siamo in ritardo e quali scelte politiche stanno influenzando il futuro dei servizi educativi per la prima infanzia.
Il sistema integrato 0-6: una riforma che ha cambiato il quadro normativo
Il sistema integrato 0-6, istituito con il Decreto 65/2017, rappresenta una delle riforme più importanti nel panorama educativo italiano degli ultimi decenni. Per la prima volta, i servizi 0-3 e la scuola dell’infanzia sono stati riconosciuti come parte di un unico percorso educativo. Non si tratta solo di una questione organizzativa, ma di un riconoscimento culturale: l’educazione nei primi sei anni di vita non è più considerata solo un supporto alla genitorialità o una politica sociale, ma un vero e proprio ambito educativo incardinato nel Ministero dell’Istruzione.
Le risorse e i passi avanti: cosa è stato fatto
In questi nove anni sono stati redatti documenti fondamentali come le Linee Pedagogiche per il sistema integrato 0-6 e gli Orientamenti nazionali per lo 0-3. Per la prima volta, i servizi educativi per la prima infanzia hanno una cornice pedagogica nazionale di riferimento.
A questo si aggiungono importanti finanziamenti:
-
Decreto 65
-
Fondi PNRR
-
Risorse europee come il Child Guarantee
Sono stati stanziati fondi per ampliare i servizi, rafforzare il coordinamento pedagogico territoriale e sostenere la formazione in servizio.
Progettazione condivisa: la vera sfida culturale
Il punto cruciale, come emerge dall’intervista, non è solo “mettere insieme” nido e scuola dell’infanzia. Il sistema integrato 0-6 richiede una progettualità condivisa, una visione pedagogica unitaria che accompagni il bambino lungo un percorso coerente. Non è una somma di due segmenti, ma un progetto educativo che rispetta le specificità delle età e costruisce un fil rouge continuo.
Questo implica:
-
formazione continua
-
coordinamento pedagogico strutturato
-
coinvolgimento attivo delle famiglie
-
apertura alla comunità territoriale
Le disuguaglianze territoriali: un’Italia a più velocità
Uno degli aspetti più critici riguarda la distribuzione dei servizi sul territorio. Il sistema integrato 0-6 non garantisce ancora pari opportunità a tutti i bambini italiani. Il divario Nord-Sud resta evidente:
-
maggiore copertura di servizi al Centro-Nord
-
carenza strutturale al Sud
-
differenze qualitative significative
Il rischio è che il luogo di nascita continui a determinare le opportunità educative nei primi anni di vita.
I nodi politici e la questione dei LEP
Particolarmente delicata è la questione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP). L’obiettivo europeo del 33% di copertura per lo 0-3 è stato rivisto nei parametri nazionali, abbassando di fatto l’ambizione iniziale. Questo rallentamento preoccupa fortemente chi lavora nei servizi educativi, perché rischia di allontanare l’obiettivo dell’universalità dell’accesso. Universalità non significa obbligatorietà, ma possibilità concreta per ogni famiglia di trovare un posto in un servizio educativo di qualità.
Accoglienza delle famiglie e continuità educativa
Un tema emerso con forza nell’intervista è la differenza di approccio tra nido e scuola dell’infanzia nella relazione con le famiglie.
La progettazione 0-6 richiede:
-
continuità nelle pratiche di accoglienza
-
coinvolgimento quotidiano dei genitori
-
costruzione di una comunità educante
Senza questa continuità, le famiglie percepiscono una frattura che rende più complessi i passaggi tra segmenti.
Perché guardare il video dell’intervista
Il video non è solo un aggiornamento tecnico sul sistema integrato 0-6. È un’analisi approfondita che intreccia normativa, pedagogia, politica educativa e visione culturale.
È un contenuto fondamentale per educatori ed educatrici, insegnanti della scuola dell’infanzia, coordinatori pedagogici, dirigenti scolastici, amministratori locali.
Guarda l’intervista completa per comprendere davvero a che punto siamo con il sistema integrato 0-6 e quali sfide ci attendono nei prossimi anni.
